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Interazioni sul waterfront di Palermo. Concorso di progettazione per un sistema di collegamento aereo tra il porto e la città
Il tema dell’interfaccia città-porto è stato oggetto di approfondimenti scientifici nonché normativi, nodo centrale per le città portuali che hanno la necessità di “governare” gli spazi portuali e peri-portuali confrontandosi con funzioni più o meno “rigide” (Carta, 2016) al fine di evitare la netta separazione tra gli ambiti portuali e urbani e la completa e incontrollata apertura tra questi.
La porzione territoriale di confine, definita da Hoyle “periferia interstiziale” o “soglia abbandonata”, sottolinea sia la condizione di marginalità sia il potenziale intrinseco come luogo di convivenza tra sistemi funzionali differenti (Hoyle, 1988).
La relazione tra porto e città ha rappresentato negli anni occasione di sviluppo economico e sociale per l’intero sistema urbano e per i territori limitrofi, ma allo stesso modo, soprattutto con l’evoluzione dei sistemi di trasporto e con la logistica ad essi connessa, la convivenza tra funzioni portuali e urbane ha innescato una frattura profonda sia funzionale che di governance.
Come evidenziato da Hoyle, la transizione tecnologica ha imposto una separazione spaziale e funzionale (Hoyle, 1989): i porti oggi hanno necessità di aree sempre più vaste e lontane dai centri urbani, provando a inglobare aree perimetrali e trasformando le interfacce urbane in spazi funzionali alla portualità ma spesso in contrapposizione a quelle che, nell’accezione contemporanea del termine, sono classificate come aree di interazione porto-città.
Ad una visione separatrice delle due realtà, quella urbana e quella portuale, è necessario contrapporre un approccio che sottolinea la necessità di leggere la riqualificazione dei waterfront urbani come laboratorio progettuale per ridefinire l’identità stessa delle città post-industriali, con l’obiettivo di ridefinire nuovi spazi per la collettività (Schubert, 2011).
In questo scenario, l’interfaccia città-porto si configura come un ecosistema ibrido in cui le pressioni macroeconomiche dei flussi globali si scontrano con le micro-esigenze delle comunità locali. Diventa quindi fondamentale una lettura sinottica dei fenomeni urbani e portuali e dei relativi impatti ambientali, infrastrutturali e sociali di tale convivenza. È opportuno quindi immaginare soluzioni che riescano a “controllare” anche gli attraversamenti in entrata e uscita dagli ambiti portuali evitando la commistione delle tipologie di flussi coinvolti in un sistema porto-territorio (Pavia, Di Venosa, 2012).
Il presente contributo quindi si concentra sul tema dell’interazione tra il porto e la città presentando il concorso di idee per un collegamento aereo tra la città e l’area portuale a Palermo, con l’intenzione di delineare lo strumento del concorso di progettazione anche come possibile occasione di confronto progettuale per la rigenerazione dei waterfront urbani.
Il concorso di progettazione come strumento per la rigenerazione urbana
Il concorso di architettura rappresenta, storicamente e culturalmente, uno dei dispositivi più potenti per l’avanzamento della disciplina architettonica/urbanistica, ha antiche radici che mettono in luce come questa procedura, seppur diversificata nel corso del tempo, ha posto in evidenza anche pregi e/o difetti del progetto di architettura, per citare alcuni esempi tra i più noti basti pensare al concorso per la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, indetto nel 1418, oppure al Il concorso per la Sydney Opera House (1956), Il Centro Pompidou a Parigi (1971), questi alcuni noti nella storia dell’architettura.
Oggi, anche grazie alle numerose piattaforme dedicate ai concorsi di architettura, il concorso si configura come un vero e proprio “laboratorio di idee” capace di stimolare la ricerca di soluzioni innovative per i luoghi dell’abitare contemporaneo.
Come evidenziato da Chupin, i concorsi non producono semplicemente manufatti, ma generano un vasto patrimonio di conoscenza architettonica, spesso latente, un archivio di possibili risposte a problemi complessi, in alcuni casi ancora non manifestati, che arricchisce il dibattito teorico ben oltre l’esito della singola competizione, generando approcci, strumenti, competenze che arricchiscono la figura del professionista di oggi e di domani (Chupin, 2011).
In Italia, il tema del concorso di architettura si inserisce in un quadro normativo e culturale molto articolato, dove lo strumento competitivo si trova a dover conciliare la dimensione della cultura del progetto, nell’accezione anche di valore sociale, e la trasparenza amministrativa.
In questo contesto si inseriscono gli studi di Forte che mettono in evidenza come la qualità del progetto, confrontandosi con le necessarie valutazioni multidimensionali dettate dalla normativa in materia, è fondamentale che sia integrata alle valutazioni di tipo economico e prestazionali, in linea con quanto definito dal Nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e i suoi successivi correttivi normativi (Forte, 2020).
Il pericolo di restare chiusi nelle “gabbie” burocratiche delle procedure, rischia di porre in secondo piano il tema del sano dibattito professionale e scientifico sul progetto di architettura (Volner, 2020) anche attraverso l’indispensabile interdisciplinarietà che una procedura di questo tipo deve avere, al fine di costruire modelli di confronto aperti alla comunità, un vero e proprio atto di progresso civile, economico e culturale.
Nel dibattito scientifico contemporaneo, ad un approccio legato all’idea del “progetto-icona” si contrappone quella che viene definita una “forma necessaria” [1], dove la qualità diventa componente indispensabile e soprattutto misurabile in termini di sostenibilità, durabilità e adeguatezza al contesto sociale.
Una nuova porta da e verso il mare. Il concorso di progettazione di un accesso aereo per il waterfront di Palermo
Il concorso avviato a Palermo nel maggio 2026 per progettare un sistema di connessione aerea tra il porto e la città, si inserisce in un contesto di ripensamento dell’intero waterfront urbano, processo già avviato da anni che ha messo in luce un nuovo volto della città che guarda al suo mare e all’indispensabile interconnessione storica, culturale, funzionale ed economica che ha caratterizzato la città di Palermo.
Nell’ultimo decennio il ripensamento di questa importante porzione della città è passato dallo strumento del “concorso di progettazione”, un’occasione che apre la città al dibattito del Progetto. Grazie ai necessari strumenti co-decisionali messi in atto, oggi l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e il Comune di Palermo condividono la regia di questa stagione di rinascita del waterfront. A partire dalle intuizioni contenute nel Piano Regolatore Portuale di Palermo si stanno realizzando infrastrutture a servizio delle funzioni portuali e di quelle urbane; ad oggi, è in fase di realizzazione il Sistema dell’Edificio “interfaccia” che permetterà, grazie ad una terrazza sul mare, di affacciarsi sul porto. Il Concorso ha come obiettivo l’elaborazione di idee e progetti per l’incremento del progetto dell’interfaccia urbana, grazie ad un sistema di camminamenti pedonali in quota che connetteranno la città al porto e ridisegneranno una nuova porta da e per la città. Il progetto dovrà contribuire a una migliore integrazione tra funzioni portuali e urbane agevolando la fruizione del mare e della costa come momento fondamentale della vita della città, immaginando una connessione materiale in grado di far coesistere ambiti portuali e urbani.
Le proposte saranno sviluppate sulla base di contenuti e obiettivi definiti nel Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) che, così come definito dall’Allegato I7 del Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs. n. 36/2023, rappresenta il documento preliminare necessario all’avvio dell’attività di progettazione e ha lo scopo di definire le linee guida per il Concorso internazionale di progettazione. Il documento riporta le indicazioni tecniche necessarie alla redazione del progetto e ha come obiettivo quello di esplicitare gli obiettivi funzionali e i requisiti della domanda progettuale sottesa al Concorso, un manifesto di intenti e di domande che oggi le amministrazioni e la collettività volgono alla comunità di professionisti.
Le richieste avanzate dal concorso individuano quindi gli elementi utili al percorso progettuale per la riqualificazione e valorizzazione urbanistica del waterfront urbano della città di Palermo, alla comprensione delle potenzialità, opportunità e criticità del luogo per una corretta progettazione in risposta alle esigenze della città e del porto, in coerenza con le previsioni del Piano Regolatore Portuale (PRP) e del Piano Regolatore Generale (PRG) nonché delle previsioni delle direttive del redigendo Piano Urbanistico Generale (PUG) del comune di Palermo.
Gli obiettivi del concorso. Funzioni, fabbisogni ed esigenze da soddisfare
Le mutate condizione dell’area portuale in termini di offerta infrastrutturale, sia per gli aspetti commerciali sia per quelli turistici, ha generato flussi crescenti che necessitano di risposte, anche nelle aree urbane più prossime all’ambito portuale, in grado di offrire efficienza infrastrutturale per accogliere crocieristi, intesi anche come nuovi abitanti temporanei.
Il concorso di progettazione si pone diversi obiettivi in grado di soddisfare le criticità e le necessità emerse dalle valutazioni fatte dalle amministrazioni coinvolte e descritte nel DOCFAP [2], nello specifico mira al ripensamento di un’area centrale della città di Palermo, soprattutto dal punto di vista strategico: uno dei nodi fondamentali nel sistema infrastrutturale e dei servizi a livello locale e sovralocale.
La visione di sviluppo si inserisce infatti in un contesto urbanistico e portuale già in fervente dinamismo e trasformazione per effetto delle numerose progettualità già avviate e ultimate in altre aree prossime al porto (gli interventi del Palermo Marina Yachting e di Sant’Erasmo, ad esempio) e altre come il “sistema di edifici dell’Interfaccia porto-città” che hanno restituito alla città la possibilità di fruire del proprio mare. Il concorso ambisce dunque a proseguire e integrare il percorso già intrapreso di profondo ripensamento del waterfront della città e mira al completamento del suo ridisegno olistico, guardando al contempo alle componenti urbane e portuali, al coinvolgimento della comunità e intende incrementare la connessione materiale e immateriale tra l’ambito urbano e quello portuale, punta a stimolare un progetto in grado di immaginare un sistema di camminamento in quota tra la città e il porto, un nuovo “manufatto” in grado di restituire valore anche al paesaggio urbano e portuale.
Questo nuovo “dispositivo urbano” (Grosrichard et all., 1977: 62) dovrà conformarsi anche come un nuovo landmark in grado di arricchire il paesaggio urbano-portuale, una struttura che dovrà allinearsi con le esigenze locali e al contempo immaginare nuove e future esigenze che nella città si genereranno, garantendo l’attraversamento a tutti gli utenti, sia urbani sia portuali, attuali e futuri.
Pertanto i principali obiettivi che il concorso si pone sono:
- agevolare i flussi di connessione pedonale tra il porto e la città, sia turistici che non, evitando la promiscuità con gli attraversamenti veicolari. Gli spazi che dovranno ospitare i sistemi di risalita verticale dovranno essere opportunamente separati dagli attraversamenti veicolari e le aree di sosta;
- riconfigurare lo spazio della piazza Camilleri proponendo soluzioni progettuali per la qualità del paesaggio urbano anche nell’ottica di identificare lo spazio come nuova porta alla città dal mare;
- definire un nuovo assetto per piazza Camilleri attraverso l’eventuale inserimento di una nuova piazza in quota intesa come ulteriore spazio a servizio della città.
Linee guida per il progetto
Gli obiettivi generali del concorso si traducono nel disegno complessivo dell’area compresa tra la piazza Camilleri e l’edificio “interfaccia” in fase di realizzazione presso l’ambito portuale. Pertanto le proposte progettuali dovranno legarsi ai contesti limitrofi che, come già anticipato, già in parte sono stati oggetto di recenti trasformazioni, nello specifico si fa riferimento all’area denominata di interfaccia tra la città e il porto, un sistema vegetale di terrazze che ospita anch’esso funzioni urbane e portuali. Il progetto dovrà quindi connettersi al contesto urbanistico fungendo da cerniera tra ambiti portuali e urbani, dovrà garantire, oltre ad un adeguato livello funzionale per i flussi di attraversamento, minor impatto visivo possibile, ipotizzando soluzioni in grado di evitare pesanti elementi strutturali prediligendo materiali trasparenti e/o soluzioni vegetali in grado di armonizzare l’intervento. Gli elementi architettonici previsti dovranno comporsi, assieme alla riconfigurazione della piazza Camilleri, al fine di costituire un elemento iconico in grado di comunicare l’idea di un nuovo portale tra la città e il mare, un vero e proprio landmark per la città e il suo mare.
Si richiede che la proposta progettuale dovrà avere le seguenti caratteristiche funzionali:
- Un percorso sopraelevato che si connetta all’edificio “interfaccia” in corrispondenza del solaio posto a 7,5 m di altezza dalla quota stradale e che discenda oltre la via Crispi nella piazza Camilleri, il sistema di connessione potrà avere soluzioni singole o doppie.
- Il solaio di arrivo/partenza dell’attraversamento presso piazza Camilleri, a prescindere dalla soluzione prescelta (due passerelle o una), dovrà configurarsi come una terrazza panoramica, uno spazio urbano a libera fruizione e dovrà ospitare sistemi di risalita quali scale con adeguato dimensionamento e un ascensore.
Conclusioni
Il concorso di architettura oltre a individuare soluzioni progettuali innesca un processo di coinvolgimento sia della comunità tecnico-scientifica, sia di quella locale, costruendo un processo di confronto inserito e condizionato dai tempi contemporanei alla procedura stessa.
Con la consapevolezza che il tema del concorso in architettura ha necessità di ulteriori approfondimenti utili a mettere in luce punti di forza e criticità di una procedura utile a costruire i luoghi dell’oggi e del domani, piuttosto che reinterpretare quelli storici, il contributo prova a delineare un inquadramento utile a introdurre il racconto del concorso relativo ad un camminamento di connessione in quota tra il porto e la città di Palermo.
Il presente contributo pone l’accento sul valore che oggi il concorso di architettura, nelle diverse fome previste dalla normativa vigente, ha nei processi di rigenerazione urbana e, nel caso specifico, come può contribuire ad arricchire la dimensione progettuale nelle interazioni urbano-portuali a partire dalle esperienze palermitane passate, presenti, e chissà, anche future.
Poter affidare alla comunità tecnico-scientifica la configurazione di alcuni spazi del futuro costituisce anche un atto di democrazia, un processo di confronto sulla dimensione progettuale come atto di condivisione.
È necessario quindi che una procedura concorsuale oggi guardi a temi centrali dell’abitare come la sostenibilità ambientale, il coinvolgimento delle comunità locali; il concorso di architettura si manifesta come lo specchio delle urgenze di un’epoca, offrendo alle commissioni giudicatrici non solo il compito di selezionare un progetto, ma di riconoscere una nuova visione di futuro urbano.
IMMAGINE INIZIALE | Visione progettuale estratta dal DIP – Documento di Indirizzo alla Progettazione. (© Autorità del Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale).
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NOTE
[1] Cfr. Infobuild. (2025). I concorsi di architettura più rilevanti del 2025. Infobuild – Edilizia e Architettura. https://www.infobuild.it/approfondimenti/concorsi-di-architettura-soluzioni-progetto/.
[2] ll DOCFAP è il documento di fattibilità delle alternative progettuali, redatto nel rispetto dei contenuti del quadro esigenziale, documento finalizzato ad individuare gli obiettivi da perseguire ed i fabbisogni da soddisfare, ai sensi dell’art. 41 del d.lgs. 36/2023, nonché l’art. 1 dell’Allegato I.7. DOCFAP, può essere supportato dallo sviluppo di modelli informativi e GIS su scala urbana o territoriale (come aggiunto dal Correttivo, il D.Lgs. 209/2024) e da modelli informativi che riflettano lo stato dei luoghi e dei cespiti immobiliari o infrastrutturali esistenti che permettano di visualizzare analisi di scenario e di identificare alternative progettuali.
RIFERIMENTI
Carta, M., Ronsivalle, D., eds. (2016). The Fluid City Paradigm. Waterfront Regeneration as an Urban Renewal Strategy. Cham: Springer.
Chupin, J. P. (2011). “Judgment by design: Towards a model for studying and improving the competition process in architecture and urban design” in Scandinavian Journal of Management, 27(1), 173-184.
Forte, F., Del Giudice, V., De Paola, P., Troisi, F. (2020). “Valuation of the vocationality of cultural heritage: The Vesuvian Villas”. Sustainability, 12(3), 943.
Grosrichard, G., Waieman, J. A., Miller, G., Le Gaufey, D., Celas, G., Miller, C., Millot, J., Livi, J. (1977). “Le jeu de Michel Foucault” in Ornicar? Bulletin périodique du champ freudien, n. 10, luglio 1977, pp. 62-93.
Hoyle, B. S. (1988). “I meccanismi dell’evoluzione dell’interfaccia porto-città”. In Hoyle, B. S., Pinder, D. A., Husain, M. S., Aree portuali e trasformazioni urbane. Venezia: Mursia.
Hoyle, B. S. (1989). “The waterfront in transition: Comparative perspectives on waterfront redesign”. Geoforum, 20(4), 429-435.
Schubert, D. (2011). “Seaport cities: phases of spatial restructuring and types and dimensions of redevelopment”. In C. Hein (Ed.), Port Cities: Dynamic Landscapes and Global Networks (pp. 54-69). Routledge.
Volner, I. (2020). Philip Johnson: A Visual Biography. Phaidon Press.