La riforma portuale di Federico II

20 Gennaio, 2018

L‘Autore, avvocato esperto in diritto marittimo e appassionato di storia, ripercorre le vicende che, nel 1239, portarono all’emanazione di una legislazione di riordino amministrativo di 11 porti del Regno di Sicilia considerati strategici per l’export di prodotti agricoli: l’ordinatio novorum portuum.

Obiettivo di Federico II era quello di potenziare scali già strategici per bizantini, longobardi e normanni e ampliarne nuovi sia a scopo commerciale che difensivo ponendo altresì le basi per un ordinamento giuridico degli stessi e affidandone una gestione “tecnica” a funzionari regi ad essi preposti con funzioni amministrative e propulsive per i traffici marittimi finalizzate ad attirare mercanti, armatori ed espandere fondaci.

Grazie a questo intervento di eccezionale lungimiranza strategica i porti del Sud divennero hub per il commercio con i maggiori empori internazionali del medioevo e gates per l’Oriente mantenendo la loro centralità per secoli.

Il testo legislativo istituiva 11 nuove “autorità portuali”, due in Sicilia – Trapani e Augusta –, gli altri nella parte peninsulare del regno: Torre del Garigliano, Pozzuoli, Vietri, Vibo sul Mar Tirreno; Crotone sullo Jonio; Pescara, Rivoli, Torre a Mare e S. Cataldo di Bari sull’Adriatico.

Ad ogni “nuovo” porto corrispondeva un ambito regionale vocato alla produzione cerealicola destinata a confluire in esso.

L’ordinatio novorum portuum è strutturata sotto forma di enciclica, contenuta nel Registro della Cancelleria che raccoglie tutti gli atti del Regno, in cui vengono assegnati gli incarichi imperiali ai custodi ed ai notai a loro sottoposti e allo stesso modo stabilisce come tali funzionari debbano agire, secondo un criterio geografico, ed i criteri di successione.

Il tutto era contenuto in un prospetto completo e schematico dei nuovi porti e dei funzionari ai quali quei porti erano stati affidati, un vero e proprio organigramma da tenere sempre aggiornato e al quale poter fare riferimento ogni volta si fosse reso necessario comunicare con i responsabili di questo o quel porto.

Nella lista erano immediatamente percepibili le informazioni relative al personale addetto all’amministrazione di ciascun porto; era distribuito su tre righe secondo un unico schema: sulla prima riga il nome della località dove era stato istituito lo scalo portuale, sulla seconda quello del custos o dei custodes, ossia dei responsabili del porto, sulla terza quella del notarius incaricato delle pratiche di scrittura, ossia della redazione degli atti amministrativi e della registrazione delle scritture finanziarie.

L’argomento, poco conosciuto dagli storici, mette in risalto la  lungimiranza del’imperatore per la sua straordinaria visione  “logistica”. I vecchi porti feudali, ormai in decadenza dopo la caduta dell`Impero Romano d’occidente vengono statalizzati con il ruolo di “far cassa”  per l’Erario e il compito è affidato a funzionari preposti. Nel volume anche un’accenno alla nascita di forme rudimentali di agevolazioni fiscali assimilabili alle odierne “Zes” per incentivare gli investimenti del ceto mercantile veneziano e genovese nel Regno riformando la vecchia politica fiscale normanna, incoraggiando gli arsenali a costruire nuove navi e creando nuovi mercati con Africa e Oriente musulmano.

CONTENTS

Premessa dell’autore

PREFAZIONI

Prof. Pietro Spirito

Prof. Avv. Ugo Patroni Griffi

Avv. Andrea Annunziata

Dott. Piero Castellitti

Dott. Pasqualino Monti

Prof. Avv. Sergio Prete

LA RIFORMA PORTUALE DI FEDERICO II

Capitolo I –  I PORTI DEL MERIDIONE D’ITALIA PRIMA DI FEDERICO II

Capitolo II – POLITICA ECONOMICA E COSTITUZIONE DELLO STATO FEDERICIANO

Capitolo III – FEDERICO II E L’ AMMINISTRAZIONE DELLA NAVIGAZIONE: L’ ECONOMIA DEL MARE FATTORE DI SVILUPPO DEL REGNUM SICILIAE

Capitolo IV – ORDINATIO NOVORUM PORTUUM: UNA NUOVA VISIONE “STRATEGICA” DELLA PORTUALITA’ MERIDIONALE

Capitolo V – LE FUNZIONI DEL MAGISTER PORTULANUS E I SUOI AUSILIARI

Capitolo VI – LA RETE LOGISTICA IMPERIALE: NESSO TRA “AGRIPORTI” E MASSERIE STATALI

Capitolo VII – I “NUOVI PORTI” NEL REGISTRO DELLA CANCELLERIA DEL 1239 – 1240

Capitolo VIII – PORTUS, CUSTODES E NOTARII

APPENDICE

BIBLIOGRAFIA


Biografia dell’autore

 

Alfonso Mignone

Alfonso Mignone è nato e vive a Salerno, svolge la professione di avvocato in materia di diritto della navigazione e dei trasporti, turismo e contrattualistica interna ed internazionale offrendo consulenza a privati e aziende, promuovendo corsi di formazione e convegni anche in ambito di formazione continua degli avvocati del Consiglio dell’Ordine della sua città.

È Presidente del The International Propeller Club Port of Salerno e collabora inoltre con riviste specializzate di settore: “Il Diritto Marittimo”, “Diritto dei Trasporti”, “Rivista del Diritto della Navigazione”, “Rivista di Diritto dell’Economia, dei Trasporti e dell’Ambiente” e “Porto&Diporto” nonché con le riviste online “International Law Office” e “Altalex”. Nel 2016 ha pubblicato un saggio dal titolo “Nuovi Studi sulla Tabula de Amalpha” edito da Il Frangente.


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