Biennale di Venezia 2016: Reporting from the front

21 Giugno, 2016

15. Mostra Internazionale di Architettura

“Reporting from the front”

Biennale di Venezia

Progetto Speciale “Reporting from Marghera and other waterfronts”

Venezia, 28 maggio – 27 novembre 2016

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Alcune immagini degli allestimenti realizzati nell’Arsenale di Venezia in occasione della 15. Mostra Internazionale di Architettura “Reporting from the front”. (© Oriana Giovinazzi)

Sarà aperta al pubblico dal 28 maggio al 27 novembre 2016, presso i Giardini e l’Arsenale, la 15. Mostra Internazionale di Architettura dal titolo “Reporting from the front” diretta da Alejandro Aravena e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

Per l’edizione 2016 sono 65 le Partecipazioni nazionali tra cui 5 paesi presenti per la prima volta (Filippine, Lituania, Nigeria, Seychelles e Yemen). La mostra “Reporting from the front” è organizzata lungo un unico percorso espositivo che Padiglione Centrale dei Giardini fino all’Arsenale ospita 88 partecipanti provenienti da 37 paesi (50 presenti per la prima volta e 33 architetti under 40). Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, è stato curato dal team TAMassociati.

I premi ufficiali sono stati assegnati dalla giuria internazionale composta da Hashim Sarkis (Presidente di Giuria, Libano, USA), Pippo Ciorra (Italia), Sergio Fajardo (Colombia), Marisa Moreira Salles (Brasile), Karen Stein (USA), durante la cerimonia che si svolta il 28 maggio 2016 a Ca’ Giustinian, sede storica della Biennale di Venezia. In particolare:

  • Il Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale è stato assegnato alla Spagna “UNFINISHED” (Commissario: Iñaqui Carnicero + Carlos Quintans; Curatore: Carnicero + Quintans; Espositore: Contemporary Spanish Architecture) per l’accurata selezione di architetti emergenti il cui lavoro dimostra come l’impegno e la creatività possano superare.
  • Due menzioni speciali per quanto riguarda le Partecipazioni Nazionali sono state attribuite al Giappone “en: art of nexus” (Commissario: The Japan Foundation; Curatore: Yoshiyuki Yamana; Espositore: Seiichi Hishikawa, mnm, Osamu Nishida+Erika Nakagawa,  Naruse Inokuma Architects, Naka Architects’ Studio, Nousaku Architects, miCo, Levi Architecture, Shingo Masuda+Katsuhisa Otsubo Architects, Koji Aoki Architects, 403architecture [dajiba], BUS, dot architects) per aver trasformato la densità in un’occasione poetica per produrre coesione sociale e modelli alternativi di vita collettiva; e al Perù “OUR AMAZON FRONTLINE” (Commissario: José Orrego; Curatore: Sandra Barclay e Jean Pierre Crousse; Espositori: Elizabeth Añaños; Sebastián Cillóniz; Claudia Flores; Jose Luis Villanueva; Militza Carrillo, Gino Fernández; Miguel Chávez, Alvaro Echevarría, Alfonso Orbegoso; Karel van Oordt, Daizuke Izumi, Alejandro Torero; Carlos Tamayo; Luis Miguel Hadzich) per aver portato l’architettura in un angolo remoto del mondo, facendone un luogo per l’istruzione e allo stesso tempo un mezzo per tutelare la cultura amazzonica.
  • Il Leone d’oro per il miglior Partecipante alla 15. Mostra “Reporting from the front” è stato attribuito al Gabinete de Arquitectura (Solano Benítez; Gloria Cabral; Solanito Benítez – Paraguay).
  • Il Leone d’argento per un Promettente Giovane Partecipante alla 15. Mostra “Reporting from the front” è stato assegnato a NLÉ (Kunlé Adeyemi – Olanda) per aver dimostrato con forza che l’architettura, iconica e allo stesso tempo pragmatica, è uno strumento per amplificare l’importanza dell’istruzione, a Lagos così come a Venezia.
  • Una menzione speciale come Partecipante alla 15. Mostra “Reporting from the front” è stata attribuita inoltre a Maria Giuseppina Grasso Cannizzo (Italia) per la perseveranza nel ricorrere all’integrità della disciplina per trasformare il quotidiano in progetti di architettura capaci di andare al di là del proprio tempo.
  • Infine il Leone d’oro alla Carriera è stato assegnato a Paulo Mendes da Rocha (Brasile) dal Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore Alejandro Aravena.
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L’architetto Paulo Mendes da Rocha a cui è stato assegnato il Leone d’oro alla Carriera in occasione della 15. Mostra Internazionale di Architettura “Reporting from the front”. (Credito Foto: Lito Mendes da Rocha, La Biennale di Venezia)

L’obiettivo di questa Biennale, di fronte ad un crescente scollamento tra architettura e società civile, è di “indagare in modo più esplicito se e dove vi sono fenomeni che mostrino una tendenza contraria di rinnovamento” come ha affermato il Presidente Paolo Baratta, il quale ha sottolineato inoltre l’importanza di rileggere l’architettura “come strumento della vita sociale e politica, dove ci si chiede di coniugare a un più alto livello l’agire privato e le pubbliche conseguenze”.

In questo senso la proposta curatoriale punta ad ampliare la gamma delle tematiche alle quali l’architettura dovrebbe fornire delle risposte, includendo anche le dimensioni artistiche e culturali, ribadendo il ruolo dell’integrazione tra settori diversi per rispondere a più di una dimensione alla volta.

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L’architetto Alejandro Aravena, curatore della 15. Mostra Internazionale di Architettura “Reporting from the front”. (Credito Foto: Andrea Avezzù, La Biennale di Venezia)

A partire da queste indicazioni sono stati realizzati per l’edizione in corso anche tre Progetti Speciali: Reporting from Marghera and Other Waterfronts (a cura di Stefano Recalcati), A World of Fragile Parts (a cura di Brendan Cormier), Report from Cities: Conflicts of an Urban Age (a cura di Ricky Burdett), dai quali emerge chiaramente che“il concetto di qualità della vita si estende dai bisogni fisici primari alle dimensioni più astratte della condizione umana. Ne consegue che migliorare la qualità dell’ambiente edificato è una sfida che va combattuta su molti fronti, dal garantire standard di vita pratici e concreti all’interpretare e realizzare desideri umani, dal rispettare il singolo individuo al prendersi cura del bene comune, dall’accogliere lo svolgimento delle attività quotidiane al favorire l’espansione delle frontiere della civilizzazione” (Alejandro Aravena).

Il Progetto Speciale “Reporting from Marghera and Other Waterfronts”

Ospitato presso la sede espositiva di Forte Marghera, il Progetto Speciale Reporting from Marghera and Other Waterfronts è stato immaginato da suo curatore, Stefano Recalcati, come “un percorso nel tempo che, a partire dalla analisi e dalla rilettura di alcuni dei progetti più significativi di rigenerazione urbana di porti industriali, già attuati o in corso di attuazione”, tra cui Boston, Baltimora, Sydney, Londra, Barcellona, Genova, Rotterdam, Marsiglia, Santander, Oslo, Amburgo, Dublino, “contribuisca a stimolare una riflessione ampia e trasversale sui principi e sulle modalità con cui affrontare ed orientare la complessa riconversione produttiva di Porto Marghera e di altre realtà italiane, come Bagnoli, che versano nella stessa situazione”.

L’esposizione è stata inaugurata il 25 maggio 2016 alla presenza del Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta; del Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro; del Sindaco di Santander, Íñigo de la Serna Hernáiz; del Presidente dell’Autorità Portuale di Santander Jaime González López, e del curatore, Stefano Recalcati.

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Il Sindaco di Santander, Íñigo de la Serna Hernáiz, e il Presidente dell’Autorità Portuale di Santander, Jaime González López, visitano l’esposizione “Reporting from Marghera and Other Waterfronts” con il curatore, Stefano Recalcati.

La mostra affronta le tematiche proposte da Alejandro Aravena – e quindi l’immagine del fronte visto come il luogo in cui gli architetti combattono quotidianamente la battaglia per migliorare la qualità dell’ambiente edificato e, di conseguenza, della vita delle persone – a partire dalla presenza della linea di separazione tra due entità diverse che si contendono il controllo del territorio dal punto di vista fisico e amministrativo, lo spazio urbano e quello portuale. Storicamente la presenza di questo fronte ha parzialmente privato le città-porto del loro rapporto con il mare, spesso esacerbando fenomeni di degrado fisico e sociale nelle aree urbane più prossime.

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Alcune immagini dell’esposizione “Reporting from Marghera and Other Waterfronts” realizzata presso Forte Marghera. (© Oriana Giovinazzi)

Nel corso degli ultimi trent’anni, con la trasformazione dei porti legata per lo più alla crescita delle attività commerciali e all’introduzione delle nuove tecnologie, e quindi con il conseguente allontanamento delle funzioni logistico-portuali dalle aree più prossime alla città, si è aperta per la prima volta la possibilità di intervenire su questa linea di separazione con evidenti ricadute, sia in termini di attrattività delle città-porto, che sulla qualità della vita della comunità locale.

Le città in cui questo cambiamento è avvenuto con maggior successo, sono tutte accomunate da un singolare atteggiamento “resiliente”, si tratta cioè di strutture urbane che hanno saputo reagire in maniera proattiva ai profondi mutamenti strutturali che le hanno investite nel corso dell’ultimo trentennio, sapendosi reinventare, forti di un progetto di attività complessivo, con nuovi e diversificati caratteri, proprio a partire dal recupero e dalla valorizzazione del rapporto con l’acqua che le circonda.


Maggiori informazioni

www.labiennale.org/it/architettura

www.labiennale.org/it/architettura/mostra/progetti-speciali/waterfronts.html

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