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Nautoscopio, Nauto e Nauto Park. Arte pubblica, imprenditoria culturale e rigenerazione del waterfront di Palermo
Nel dibattito contemporaneo sulla rigenerazione dei waterfront, uno dei temi centrali riguarda la capacità di ricostruire il rapporto tra città e mare attraverso processi in grado di integrare qualità urbana, sostenibilità economica e partecipazione sociale. In molti contesti mediterranei, le grandi trasformazioni infrastrutturali non sono sufficienti a generare nuove forme di appartenenza. Occorrono luoghi, pratiche e comunità capaci di restituire significato agli spazi di confine tra porto e città.
L’esperienza del Nautoscopio, del successivo Nauto e dell’attuale Nauto Park – Parco della Salute Livia Morello costituisce un caso significativo di rigenerazione urbana sviluppato a Palermo a partire da un’azione culturale e imprenditoriale capace di attivare nel tempo nuove relazioni tra cittadini, paesaggio e waterfront.

Il tramonto sulla spiaggia del NAUTO a Palermo, celebre spazio estivo di aggregazione culturale e svago. (Foto: Manfredi Flaccovio).
Nel 2009 l’artista Giuseppe Amato realizza il Nautoscopio, un’opera di arte e architettura collocata sul bordo del porto. L’installazione nasce come intervento temporaneo ma evolve progressivamente in uno dei simboli contemporanei più riconoscibili della città. Il Nautoscopio diventa un landmark urbano, un punto di osservazione privilegiato e un elemento identitario del paesaggio costiero.

L’ingresso della spiaggia del NAUTO, con le indicazioni che guidano i visitatori verso l’area beachbar ed il pontile . (Foto: Manfredi Flaccovio).
La sua importanza non risiede soltanto nel valore estetico. L’opera agisce come dispositivo urbano, modificando la percezione collettiva di un luogo che per anni era stato caratterizzato da degrado e marginalità. Attorno ad essa prende forma un processo di riappropriazione dello spazio pubblico basato sulla presenza costante, sulla manutenzione e sulla costruzione di nuove pratiche di utilizzo del waterfront.
Dal 2020 questo percorso assume il nome di Nauto. Il Nautoscopio rimane il cuore simbolico dello spazio, mentre il progetto evolve in una piattaforma permanente di produzione culturale, accoglienza e socialità. Il luogo non viene trasformato attraverso grandi opere ma attraverso una strategia di attivazione continua fondata sulla cultura e sulla qualità dell’esperienza urbana.
L’area lounge del NAUTO, con le caratteristiche sedute bianche disposte sulla spiaggia a ridosso del mare. (Foto: Manfredi Flaccovio).

Il modello è sviluppato dai soci Tiziano Di Cara, Giovanni Polizzi, Giuseppe Romano e Fabio Buscemi. La complementarità delle competenze rappresenta uno degli aspetti più interessanti del progetto. Visione culturale, organizzazione, gestione amministrativa, sviluppo operativo e relazione con il territorio convergono in una forma di governance condivisa che consente di coniugare sostenibilità economica e produzione di valore pubblico.
Ogni estate il Nauto ospita Nautoarte, una rassegna multidisciplinare che negli anni è diventata uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili del waterfront palermitano. La programmazione comprende musica originale, concerti, incontri, arti performative e format tematici che utilizzano la cultura come strumento di attivazione urbana.
Tra le iniziative più rappresentative figurano il Retro Fest dedicato alla cultura rock and roll, il Mod Fest dedicato alla tradizione musicale britannica, eventi di musica folk siciliana contemporanea, produzioni indipendenti, dj set e vinyl set. La spiaggia e il fronte mare assumono così una funzione che supera il semplice intrattenimento e diventano spazi di produzione culturale e costruzione di comunità.
Nel corso degli anni il Nauto ha ospitato eventi e collaborazioni di rilevanza nazionale e internazionale. Lo spazio è stato coinvolto nelle attività collaterali di Manifesta ed è stato scelto come location per produzioni cinematografiche e audiovisive. Nel 2026 ha ospitato il Prime Day Amazon Festival, confermando la capacità del waterfront palermitano di accogliere eventi contemporanei mantenendo una forte connessione con il contesto locale.
Il NAUTO ed il Nautoscopio, l’installazione d’arte contemporanea, pressi Cala (porto antico turistico). (Foto: Manfredi Flaccovio).

Il caso dimostra come l’imprenditoria culturale possa svolgere un ruolo significativo nei processi di rigenerazione urbana. La sostenibilità economica non viene perseguita in contrapposizione alla funzione pubblica dello spazio, ma come condizione necessaria per garantirne continuità, cura e qualità. Il risultato è un presidio urbano permanente capace di generare occupazione, attrarre pubblici differenti e valorizzare il paesaggio costiero.



Il waterfront di Palermo tra sport, arte e relax: l’installazione del Nautoscopio e le adiacenti strutture sportive del Parco della Salute. (Foto: Manfredi Flaccovio).
Attività ludico-sportive all’interno del Parco della Salute, un’area costiera sottratta al degrado e restituita alla cittadinanza e alle nuove generazioni. (Foto: Manfredi Flaccovio).


L’esperienza trova oggi una nuova applicazione nel Nauto Park – Parco della Salute Livia Morello.
Nel maggio del 2026 la Nauto srl eredita dalla Vivi Sano Onlus la gestione del parco, il cui progetto originale è di Sebastiano Provenzano, con l’obiettivo di trasferire anche in questo contesto urbano gli stessi principi sperimentati dal Nauto sul waterfront. Il progetto interpreta il parco come infrastruttura civica dedicata a salute, sport, inclusione, educazione ambientale e benessere collettivo.
Attraverso il restyling delle aree gioco e degli spazi sportivi, la manutenzione del verde e l’attivazione di servizi e iniziative culturali e sociali, il Nauto Park propone una forma di gestione orientata all’interesse pubblico e alla costruzione di comunità.

Una panoramica dall’alto del NAUTO PARK Parco della Salute Livia Morello preso il Foro Italico di Palermo, oasi verde e multifunzionale a ridosso del mare, caratterizzata da una precisa distribuzione geometrica degli spazi e progettata per lo sport, il gioco e il tempo libero. (Foto: Nauto).
Se il Nautoscopio ha rappresentato una riconnessione tra Palermo e il mare, il Nauto Park rappresenta una riconnessione tra cittadini, natura, gioco, sport e salute. Le due esperienze condividono la stessa matrice culturale e gestionale: trasformare luoghi fragili in luoghi desiderabili, convertire il degrado, ad esempio quello trovato laddove oggi insiste il Nauto, in opportunità e utilizzare cultura, bellezza e impresa come strumenti di rigenerazione urbana.

Veduta del waterfront di Palermo, dove le strutture del Nauto si fondono con il porticciolo turistico della Cala, incorniciati dal tessuto storico della città e dalle montagne sullo sfondo. (Foto: Nauto).
Il percorso che collega Nautoscopio, Nauto e Nauto Park suggerisce che le trasformazioni più efficaci non dipendono esclusivamente dalle grandi opere infrastrutturali, ma dalla capacità di costruire ecosistemi di relazioni, attività e significati. In questo senso il caso palermitano mostra come arte pubblica, imprenditoria culturale e governance condivisa possano contribuire alla costruzione di una città più inclusiva, partecipata e consapevole del proprio patrimonio marittimo.
IMMAGINE INIZIALE | Il pittoresco lungomare di Palermo con il NAUTO PARK Parco della Salute Livia Morello, il NAUTO, il Nautoscopio, La Cala e il centro storico della città. (Foto: Gabriele Aiello, 2026).