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Comprendere la complessità, interpretare il cambiamento, creare opportunità
Trend e visioni per paesaggi d’acqua in transizione
Nel dare continuità alla lunga storia editoriale di PORTUS – che, dopo aver superato il prestigioso traguardo delle 50 uscite celebrate con un numero speciale, si conferma un osservatorio globale di riferimento – assumo a partire da questa edizione la direzione della rivista, che racchiude nella relazione tra città e porto e nella riqualificazione dei waterfront urbani il suo nucleo fondante.
Accolgo questo nuovo incarico con un profondo senso di responsabilità nel custodirne l’identità, ma anche con la volontà di proiettarla verso le complesse sfide e le opportunità che investono oggi il panorama contemporaneo dei fronti d’acqua. Porto con me un prezioso bagaglio di passione e di chiara visione, insieme all’emozione di guardare indietro a una storia che sento profondamente condivisa.
Il percorso che mi lega alla rivista ha radici consolidate: dal 2013, nel ruolo di Editorial Coordinator, ho avuto il privilegio di seguirne da vicino la transizione strategica dalla storica veste cartacea all’attuale piattaforma digitale, curandone la produzione e sostenendo, giorno dopo giorno, i traguardi raggiunti insieme all’intera comunità scientifica e professionale che ne anima e ne valorizza l’evoluzione.
Raccogliere il testimone dai miei stimati predecessori – Joan Alemany, Rinio Bruttomesso e José Luis Estrada – significa scegliere di proseguire nel segno di una grata e dinamica continuità. Nel preservare la linea editoriale tracciata in questi anni, PORTUS non ha mai replicato modelli statici e adottato approcci precostituiti. Al contrario, ha sempre saputo accogliere la lezione più autentica dei territori liquidi: la capacità di mutare e rinnovarsi costantemente per interpretare i flussi e le trasformazioni del tempo, scoprendo edizione dopo edizione la vulnerabilità e il valore dell’interfaccia terra-acqua, nonché la complessità delle relazioni porto-città e le opportunità generate da una governance capace di guidarle. Ricerca e divulgazione hanno così rappresentato i pilastri di questo percorso, fondato sul prezioso scambio di esperienze e di idee con autorevoli esperti, studiosi e professionisti di rilievo internazionale.
In ensuring continuity with the long editorial history of PORTUS – which, after reaching the prestigious milestone of 50 issues celebrated with a special edition, confirms its status as a global benchmark observatory – starting from this issue, I assume the editorship of the journal, which encapsulates its founding core in the relationship between city and port and the redevelopment of urban waterfronts.
I welcome this new appointment with a profound sense of responsibility to preserve its identity, but also with the determination to project it towards the complex challenges and opportunities that currently affect the contemporary waterfront landscape. I bring with me a valuable wealth of passion and a clear vision, along with the emotion of looking back at a history I feel is deeply shared.
My journey with the journal has well-established roots: since 2013, in the role of Editorial Coordinator, I have had the privilege of closely following its strategic transition from the historic printed format to the current digital platform, overseeing its production and supporting, day after day, the achievements attained together with the entire scientific and professional community that animates and enhances its evolution.
Taking up the baton from my esteemed predecessors – Joan Alemany, Rinio Bruttomesso, and José Luis Estrada – means choosing to proceed in the spirit of a grateful and dynamic continuity. While preserving the editorial line traced over these years, PORTUS has never replicated static models or adopted preconceived approaches. Rather, it has always been capable of embracing the most authentic lesson of liquid territories: the ability to constantly change and renew itself to interpret the flows and transformations of time, discovering issue after issue the vulnerability and value of the land-water interface, as well as the complexity of port-city relations and the opportunities generated by a governance capable of guiding them. Research and dissemination have thus formed the pillars of this journey, founded on the invaluable exchange of experiences and ideas with authoritative experts, scholars, and professionals of international standing.
Il patrimonio di conoscenze e di esperienze costruito da RETE e da PORTUS in oltre due decenni resta una bussola salda. Da qui la storia della rivista prosegue con la stessa attitudine curiosa e visionaria, guardando al futuro con occhi nuovi per esplorare orizzonti inediti.
Dare continuità significa anche saper evolvere per rispondere alle sfide del nostro tempo. In questo nuovo corso, la rivista intende promuovere un ampliamento delle prospettive, restituendo al contempo una rinnovata centralità alle dinamiche, ai progetti e ai processi che modellano i waterfront. L’obiettivo non è ridimensionare il valore fondamentale impresso in questi anni ai diversi aspetti legati alla relazione porto-città, ma riconoscere che quell’interazione – sia essa guidata da sinergie o segnata da conflitti – si concretizza sempre nello spazio fisico dell’interfaccia terra-acqua. Un ambito in cui il progetto e la ricerca devono farsi interpreti, alle diverse scale, dei trend più avanzati del dibattito globale: dall’urbanistica costiera rigenerativa alle Nature-based Solutions, dalla transizione energetica delle infrastrutture portuali al ruolo di hub digitali dei contesti urbani per lo sviluppo dell’economia circolare, dalle potenzialità predittive del digital twin fino alle nuove frontiere della blue economy.
Comprendere la complessità delle sfide e delle opportunità messe in campo dalla riqualificazione spaziale, dallo sviluppo socio-economico e dall’innovazione tecnologica sul waterfront – adottando un approccio olistico e transdisciplinare – costituisce oggi la chiave di volta imprescindibile per indirizzare tali dinamiche. In questa prospettiva, l’integrazione dei criteri ESG diventa la cornice ideale entro cui declinare la transizione ecologica, la resilienza e la digitalizzazione, arrivando a ridefinire il futuro degli specifici contesti d’acqua, siano essi urbani o portuali.
Su questa linea editoriale, e con lo sguardo rivolto al contesto internazionale, si innesta il nuovo corso della rivista, orientato a consolidarne il ruolo di osservatorio e spazio d’indagine sulle dinamiche evolutive dei paesaggi d’acqua, intesi nel senso più ampio del termine, come sistemi complessi in cui convergono dimensione fisica, ecologica, culturale e socio-economica.
The wealth of knowledge and experience built by RETE and PORTUS over more than two decades remains a steadfast compass. From here, the history of the journal continues with the same curious and visionary attitude, looking toward the future with new eyes to explore unprecedented horizons.
Ensuring continuity also means knowing how to evolve to respond to the challenges of our time. In this new phase, the journal intends to promote an expansion of perspectives, while simultaneously bringing a renewed focus on the dynamics, projects, and processes shaping the waterfront. The goal is not to diminish the fundamental value attributed over the years to the various aspects related to port-city relations, but to recognize that this interaction – whether driven by synergies or marked by conflicts – always materializes in the physical space of the land-water interface. An arena in which design and research must interpret, at various scales, the most advanced trends in the global debate: from regenerative coastal planning to Nature-based Solutions, from the energy transition of port infrastructures to the role of urban contexts as digital hubs for the development of the circular economy, and from the predictive potential of the digital twin to the new frontiers of the blue economy.
Understanding the complexity of the challenges and opportunities brought into play by spatial redevelopment, socio-economic development, and technological innovation on the waterfront – by adopting a holistic and transdisciplinary approach – today constitutes the essential cornerstone for steering these dynamics. In this perspective, the integration of ESG criteria becomes the ideal framework within which to implement the ecological transition, resilience, and digitalization, ultimately redefining the future of specific waterfront contexts, whether urban or port-related.
Upon this editorial line, and with its gaze turned toward the international context, the new course of the journal takes shape, aiming to consolidate its role as an observatory and space of inquiry into the evolutionary dynamics of water landscapes, understood in their broadest sense, as complex systems where physical, ecological, cultural, and socio-economic dimensions converge.
Nel concludere questo editoriale, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine alla Presidente di RETE, Teófila Martínez, ai Vice Presidenti e a tutti i membri della Giunta di Governo per la fiducia accordatami nel conferirmi la direzione di PORTUS, dando continuità a un percorso iniziato diversi anni fa. Un ringraziamento sincero, colmo di stima e di profondo affetto, va agli autorevoli direttori che mi hanno preceduto, punti di riferimento insostituibili: i fondatori Rinio Bruttomesso e Joan Alemany – con i quali ho avuto il privilegio di condividere, fin dall’inizio, la passione e la vivace quotidianità della mia esperienza editoriale – e il direttore uscente José Luis Estrada – con il quale ho avuto il privilegio di condividere lo stimolante percorso di crescita di questi ultimi anni, in una costante, sincera sintonia di vedute e di prezioso confronto.
Il mio grazie va inoltre alla comunità di autori, revisori e lettori che continuano a rendere i prodotti editoriali di RETE un osservatorio privilegiato sulle dinamiche e sulle prospettive di città portuali e waterfront urbani.
Un pensiero affettuoso e speciale va, infine, alle colleghe e ai colleghi, e a tutti gli amici di Venezia: preziosi compagni di viaggio nelle intense giornate di lavoro, nella condivisione di passioni comuni e di nuove esperienze, nel valore profondo del tempo trascorso insieme. A loro mi lega un filo invisibile che attraversa il tempo e lo spazio.
A tutti, l’augurio di una stimolante e proficua lettura.
Oriana Giovinazzi
Direttrice di PORTUS
In concluding this editorial, I wish to express my deepest gratitude to the President of RETE, Teófila Martínez, the Vice Presidents, and all the members of the Management Board for the trust placed in me by appointing me to the editorship of PORTUS, giving continuity to a journey that began several years ago. A sincere thank you, filled with esteem and profound affection, goes to the authoritative directors who preceded me, irreplaceable points of reference: the founders Rinio Bruttomesso and Joan Alemany – with whom I had the privilege of sharing, from the very beginning, the passion and vibrant day-to-day life of my editorial experience – and the outgoing director José Luis Estrada – with whom I was fortunate to share the stimulating journey of growth over recent years, in a constant, sincere harmony of views and invaluable exchange.
My thanks also go to the community of authors, reviewers, and readers who continue to make RETE’s editorial products a privileged observatory on the dynamics and perspectives of port cities and urban waterfronts.
Finally, an affectionate and special thought goes to my colleagues and to all my friends in Venice: precious traveling companions during intense workdays, in the sharing of common passions and new experiences, and in the profound value of the time spent together. An invisible thread binds me to them, crossing both time and space.
To everyone, I wish a stimulating and rewarding reading experience.
Oriana Giovinazzi
Director of PORTUS
PORTUS 51 | Launching “Archipelago”
PORTUS 51 | Il lancio di “Archipelago”
A inaugurare concretamente la nuova prospettiva di indagine di PORTUS è l’inserimento, a partire da questo numero, di un tassello inedito nella struttura della rivista: la sezione “ARCHIPELAGO“. Questo nuovo spazio editoriale nasce con l’ambizione di configurarsi come un osservatorio sui paesaggi d’acqua contemporanei, intesi nella loro accezione più vasta e interdisciplinare. Orientata all’analisi della complessità, nonché alla mappatura e all’interpretazione delle strategie multi-scala che stanno ridisegnando i waterfront, questa sezione si articola in un mosaico di casi studio, idee e visioni, con la finalità di rappresentare l’eterogeneità delle esperienze nel contesto internazionale e restituire la pluralità degli approcci che delineano il futuro di questi territori.
La scelta della metafora dell’arcipelago risponde a una precisa logica descrittiva. Da un lato rispecchia l’identità della comunità scientifica e professionale di PORTUS, una rete di esperti, professionisti e ricercatori, distribuiti geograficamente e portatori di saperi multidisciplinari che uniscono la cultura del progetto alle scienze sociali e ambientali, la governance alle dinamiche economiche e gestionali. Dall’altro, in questa stessa cornice, le singole esperienze territoriali, i progetti e i casi di studio descritti nei diversi contributi (articoli, interviste, approfondimenti e report) rappresentano “isole” autonome di sapere e di conoscenza, in cui convergono gli sguardi complementari dell’architettura e dell’ingegneria, dell’economia, dell’ecologia, della geografia e della pianificazione territoriale. Pur mantenendo la propria specificità e identità per geografia, scala, risorse, strumenti e attori coinvolti, tali realtà condividono spesso le medesime sfide e opportunità di sviluppo. Il loro legame profondo risiede nell’appartenenza allo stesso “arcipelago“: un paesaggio d’acqua condiviso – sia esso un waterfront marittimo o un riverfront, un ambito urbano o una zona portuale – che le circonda, le connette e ne definisce l’orizzonte di riferimento.
Questa matrice di indagine costituisce il fulcro attorno al quale la sezione intende raccogliere, presentare e divulgare i risultati dell’azione empirica, attraverso modelli virtuosi, pratiche replicabili e soluzioni orientate alla sostenibilità, all’innovazione digitale e alla resilienza. A questi si aggiungono gli esiti dell’avanzamento teorico e metodologico, applicati alla governance, alla pianificazione e al progetto, nonché alle strategie di investimento e alle dinamiche di riappropriazione sociale.
Le diverse esperienze rappresentate, in quanto elementi indipendenti inseriti in uno scenario fortemente caratterizzato dalla presenza dell’acqua, apportano – anche attraverso le voci e le competenze dei loro protagonisti – una sensibilità progettuale distintiva e una visione strategica ancorata al contesto all’interno un quadro globale in costante divenire. La sezione mira a far dialogare approcci plurali e prospettive diverse, contestualizzandoli nello scenario internazionale, così da offrire una mappatura, oltre a un’interpretazione, che unisce le pratiche di governance e i piani di sviluppo alla creazione di valore territoriale, ai flussi di investimento e alle dinamiche socio-economiche..
In questa cornice, competenze diversificate e prospettive specialistici, che mettono in relazione il mondo delle istituzioni, della ricerca e del management, si incontrano per decodificare la complessità ed esplorare le finestre di opportunità dei waterfront contemporanei, proiettando specifiche progettualità e modalità gestionali verso nuovi scenari di sviluppo.
Concretely inaugurating the new perspective of inquiry of PORTUS is the inclusion, starting from this issue, of an unprecedented component within the magazine’s structure: the “ARCHIPELAGO” section. This new editorial space is born with the ambition of serving as an observatory on contemporary water landscapes, understood in their broadest and most interdisciplinary sense. Oriented toward analyzing complexity, as well as mapping and interpreting the multi-scale strategies that are reshaping waterfronts, this section is structured into a mosaic of case studies, ideas, and visions, with the aim of representing the heterogeneity of experiences on the international context and reflecting the plurality of approaches shaping the future of these territories.
The choice of the archipelago metaphor responds to a precise descriptive logic. On one hand, it reflects the identity of PORTUS’s scientific and professional community: a network of experts, professionals, and researchers who are geographically distributed and possess multidisciplinary expertise, bridging design culture with social and environmental sciences, and governance with economic and management dynamics. On the other hand, within this same framework, the individual territorial experiences, projects, and case studies described in the various contributions (articles, interviews, insights, and reports) represent autonomous “islands” of knowledge and expertise, where the complementary perspectives of architecture and engineering, economics, ecology, geography, and spatial planning converge. While maintaining their own specificity and identity in terms of geography, scale, resources, tools, and actors involved, these realities often share the same development challenges and opportunities. Their deep bond lies in belonging to the same “archipelago“: a shared water landscape that surrounds them, connects them, and defines their horizon of reference – whether a maritime waterfront or a riverfront, an urban context or a port area.
This matrix of investigation constitutes the core around which the section intends to collect, present and disseminate the results of empirical fieldwork, through virtuous models, replicable practices, and solutions oriented toward sustainability, digital innovation, and resilience. To these are added the outcomes of theoretical and methodological advancement applied to governance, planning, and design, as well as to investment strategies and dynamics of social reclamation.
The different experiences represented, as independent elements that fit into a scenario strongly characterized by the element of water, contribute – also through the voices and expertise of their protagonists – a distinctive design sensitivity and a context-specific strategic vision to a global framework in constant evolution. The section aims to bring plural approaches and diverse perspectives, contextualizing them within the international scenario, so as to provide a mapping, as well as an interpretation, that connects governance practices and development plans with territorial value creation, investment flows and socio-economic dynamics..
Within this framework, diverse expertise and specialized perspectives connecting institutions, research, and management meet to decode complexity and explore the windows of opportunity of contemporary waterfronts, projecting specific field projects and management models toward new development scenarios.
PORTUS 51 | In this Issue
PORTUS 51 | In questa edizione
Condividere un patrimonio articolato di strumenti, chiavi di lettura, dati di campo e soluzioni operative – in piena continuità con la vocazione che la rivista ha sempre perseguito in questi anni – contribuisce a stimolare la riflessione critica, accrescere la conoscenza e consolidare lo scambio internazionale.
Sharing a comprehensive wealth of tools, interpretive frameworks, field data, and operational solutions – in full continuity with the vocation that the journal has always pursued over these years – contributes to stimulating critical reflection, advancing knowledge, and consolidating international exchange.
ARCHIPELAGO |
Coerentemente con questo approccio, la sezione ARCHIPELAGO debutta in questo numero con una doppia intervista-dialogo che vede protagonisti Arnoud Molenaar (Global Director Resilience and Partnerships di Square Floating City, già Chief Resilience Officer di Rotterdam) e l’architetto Richard Coutts (Founder di BACA Architects FRIBA). Il dialogo analizza le sfide e le opportunità dell’architettura climatica, proponendo quartieri fluttuanti (floating neighbourhoods) – modulari e scalabili – come soluzione ecologica, sicura e reversibile, alternativa al design difensivo basato su barriere rigide e alla tradizionale cementificazione delle coste. I due esperti analizzano diversi aspetti legati all’espansione marina guidata dal principio della vivibilità, in grado di mitigare l’innalzamento dei mari e di rispondere alla scarsità di suolo, rendendo così i territori affacciati sull’acqua più resilienti, senza rinunciare però alla qualità urbana.
Il contributo di Stephen Haynes (Executive Director Growth and Prosperity di Southampton City Council) è dedicato alla Southampton Renaissance Vision (2025), uno studio urbanistico che dimostra come una grande città marittima possa rigenerare il proprio waterfront senza intaccarne il nucleo industriale e comprometterne la produttività. Attraverso interventi mirati nelle aree storiche e sui moli (West Bay, Town Quay, Mayflower Park, Ocean Village), Southampton riposiziona la linea d’acqua e le banchine portuali come infrastrutture pubbliche accessibili e integrate nel tessuto urbano, coniugando l’elettrificazione delle banchine alla rete storica di teleriscaldamento geotermico (Southampton District Energy Scheme).
Firmato dal pianificatore e urban designer David Grant (Glasgow City Council), l’articolo sulla rigenerazione del Clyde Riverfront ripercorre il processo di rigenerazione a lungo termine e illustra una serie di interventi-pilota volti a riconnettere le comunità locali a un “River Park” continuo, resiliente alle inondazioni e inclusivo; tra questi, il masterplan di North Laurieston, il recupero degli storici Govan Graving Docks e l’attivazione della Custom House Quay, una sperimentazione per l’applicazione innovativa delle linee guida del feminist town planning.
L’architetto Fred Holt (Partner e Direttore di 3XN Australia) illustra il progetto del New Sydney Fish Market a Blackwattle Bay, inaugurato all’inizio del 2026, e vincitore del premio speciale della giuria al MIPIM 2026 in quanto mirabile esempio di convivenza tra industria marittima e spazio pubblico. Sotto una monumentale copertura ondulata in legno lamellare, dotata di pannelli solari e sistemi di recupero idrico closed-loop, il mercato ittico ancora operativo e altre attività commerciali si integrano su flussi verticalmente separati, diventando una delle principali attrazioni della nuova piazza sull’acqua.
L’architetto Xinyan Xu (Aedas) presenta il masterplan per l’ex cantiere navale di Guangzhou (Guangzhou Shipyard) nel distretto di Liwan, che si configura come “Central Activity Zone – Digital Future Port”, integrando l’archeologia industriale alle logiche del Transit-Oriented Development (TOD). Il progetto valorizza l’antico bacino di carenaggio convertendolo in un museo interrato connesso a piazze ipogee, organizza la mixité funzionale del parco lineare (2 km) preservando gru a portale e scivoli di varo storici, e allinea l’espansione commerciale a una rete di mobilità multi-livello in cui ogni lotto è accessibile attraverso percorsi pedonali di 15 minuti.
L’ingegnere Tytti Sirola (CEO e Co-Fondatrice di Bluet Floating Solutions) offre un’interessante lettura sulle infrastrutture galleggianti modulari come risposta alla scarsità di suolo e all’adattamento climatico. Il suo contributo mappa l’evoluzione di prototipi e soluzioni realizzate in particolare lungo i waterfront del Nord Europa, tra cui i Vök Baths in Islanda, la Panko Sauna-lounge in Finlandia, l’Elite Marina Tower in Svezia, sottolineando come stabilità, modularità e sicurezza possano essere studiati per rispondere a specifiche esigenze, restituendo soluzioni di design in grado di adattarsi a diversi contesti e paesaggi.
Non ultimo, il contributo dell’architetto Gilles Hasbroucq (Archipelago Architects) incentrato sul nuovo complesso alberghiero e residenziale a ridosso del porto-canale di Calais e di Fort Risban, che nel restituire a residenti e turisti nuovi spazi ad uso pubblico traduce la fisionomia costiera attraverso la metafora architettonica delle “vele”. Il progetto – cantierato nel 2026 e con orizzonte di completamento tra il 2028 e il 2029 – è sviluppato in partenariato pubblico-privato ed è il tassello finale del masterplan “Calais la Plage”, nell’ambito del quale si pone come filtro tra la macro-logistica dei traghetti e la scala urbana della spiaggia, adottando una rigorosa strategia a basse emissioni carboniche basata sul riscaldamento thalassotermico e l’integrazione di moduli fotovoltaici.
Consistent with this approach, the ARCHIPELAGO section debuts in this issue with a double interview-dialogue featuring Arnoud Molenaar (Global Director of Resilience and Partnerships at Square Floating City, former Chief Resilience Officer of Rotterdam) and architect Richard Coutts (Founder of BACA Architects FRIBA). This dialogue analyzes the challenges and opportunities of climate architecture, proposing modular and scalable floating neighborhoods as an ecological, safe, and reversible solution, serving as an alternative to defensive design based on rigid barriers and traditional coastal overdevelopment. The two experts analyze various aspects related to marine expansion driven by the principle of livability, capable of mitigating sea-level rise and responding to land scarcity, thereby making waterfront territories more resilient without sacrificing urban quality.
The contribution by Stephen Haynes (Executive Director of Growth and Prosperity at Southampton City Council) is dedicated to the Southampton Renaissance Vision (2025), an urban study demonstrating how a major maritime city can regenerate its waterfront without altering its industrial core or compromising its productivity. Through targeted interventions in historic areas and piers (West Bay, Town Quay, Mayflower Park, Ocean Village), Southampton repositions the waterline and port quays as accessible public infrastructures integrated into the urban fabric, combining quay electrification with the historic geothermal district heating network (Southampton District Energy Scheme).
Authored by planner and urban designer David Grant (Glasgow City Council), the article on the regeneration of the Clyde Riverfront retraces the long-term regeneration process and illustrates a series of pilot interventions aimed at reconnecting local communities to a continuous, flood-resilient, and inclusive “River Park.” Among these are the North Laurieston master plan, the restoration of the historic Govan Graving Docks, and the activation of Custom House Quay – a trial for the innovative application of feminist town planning guidelines.
Architect Fred Holt (Partner and Director of 3XN Australia) illustrates the New Sydney Fish Market project at Blackwattle Bay, inaugurated at the beginning of 2026 and winner of the Special Jury Award at MIPIM 2026 as an admirable example of coexistence between maritime industry and public space. Beneath a monumental undulating roof made of glued-laminated timber, equipped with solar panels and closed-loop water recovery systems, the still-operational fish market and other commercial activities are integrated across vertically separated flows, becoming a main attraction of the new waterfront square.
Architect Xinyan Xu (Aedas) presents the master plan for the former Guangzhou Shipyard in the Liwan District, configured as a “Central Activity Zone – Digital Future Port,” integrating industrial archaeology with Transit-Oriented Development (TOD) principles. The project enhances the ancient dry dock by converting it into an underground museum connected to sunken plazas, organizes the mixed-use functionality of the linear park (2 km) while preserving historic gantry cranes and slipways, and aligns commercial expansion with a multi-level mobility network where each lot is accessible via 15-minute pedestrian pathways.
Engineer Tytti Sirola (CEO and Co-Founder of Bluet Floating Solutions) offers an interesting perspective on modular floating infrastructure as a response to land scarcity and climate adaptation. Her contribution maps the evolution of prototypes and completed solutions, particularly along Northern European waterfronts – including the Vök Baths in Iceland, the Panko Sauna-lounge in Finland, and the Elite Marina Tower in Sweden – emphasizing how stability, modularity, and safety can be tailored to meet specific needs, delivering design solutions capable of adapting to diverse contexts and landscapes.
Last but not least, the contribution by architect Gilles Hasbroucq (Archipelago Architects) focuses on the new hotel and residential complex adjacent to the canal-port of Calais and Fort Risban, which, in restoring new spaces for public use to residents and tourists, translates the coastal physiognomy through the architectural metaphor of “sails.” The project – under construction in 2026 with a completion horizon between 2028 and 2029 – is developed through a public-private partnership and stands as the final piece of the “Calais la Plage” master plan. Within this framework, it acts as a filter between the macro-logistics of ferries and the urban scale of the beach, adopting a rigorous low-carbon strategy based on thalassothermal heating and the integration of photovoltaic modules.
REPORT |
Accanto a questa importante novità, il corpo centrale della rivista si articola, come di consueto, attraverso le sue sezioni storiche, offrendo un quadro multidisciplinare e strutturato della relazione porto-città.
La sezione REPORT restituisce i risultati della terza edizione del prestigioso corso estivo “Puertos comprometidos con sus ciudades: transición energética, digitalización y transformación urbana”, promosso da RETE e dalla Cátedra Puerto de Sevilla – Universidad de Sevilla nella storica sede della Universidad Internacional de Andalucía (UNIA) de La Rábida in Huelva.
Coordinata da Rafael Carmona Ruiz (Presidente dell’Autorità Portuaria di Siviglia e Professore Associato di Economia Aziendale presso l’Università di Siviglia), la sezione si articola in quattro saggi che sintetizzano i temi presentati durante le sessioni dell’evento. Gli articoli approfondiscono diversi aspetti emersi dal dibattito multidisciplinare, che ha visto protagonisti ed esperti del settore confrontarsi sulle dinamiche di transizione energetica e innovazione digitale, quali leve strategiche per ridefinire, in chiave sostenibile, l’interfaccia porto-città.
Il contributo di Pedro Baena-Luna e Baldomero Ortega Pardal indaga la convergenza tra Smart Cities e Smart Ports, proponendo un modello di “territorio intelligente” integrato; in questo approccio la governance collaborativa si dimostra superiore all’implementazione tecnologica nel promuovere l’innovazione e la resilienza urbana, mentre la valorizzazione dei dati emerge come vero e proprio asset strategico.
A seguire, il tema del valore sociale del turismo crocieristico viene sviluppato da Carolina Ruiz-Moreno e M. Ángeles Rodríguez-Serrano attraverso l’applicazione combinata dei modelli metodologici SPOLY e SROI ai porti andalusi, con la finalità di valutare il benessere reale restituito dal settore alle comunità locali e di fornire nuovi strumenti di gestione strategica per ottimizzare le politiche pubbliche.
José Luis Galán-González, Carolina Ruiz-Moreno e Paula Villalba-Ríos esaminano nel loro articolo le rotte tecnologiche verso l’obiettivo Net-Zero al 2050, assumendo il Porto di Huelva come caso studio di eccellenza e hub energetico di riferimento nel contesto europeo per la produzione e l’esportazione di vettori puliti.
Infine, il saggio curato da José Luis Galán-González, interpreta la transizione energetica come motore di ridefinizione strategica della pianificazione portuale alla luce del Marco Estratégico del sistema portuale spagnolo. L’autore esamina l’elettrificazione delle banchine attraverso il dispiegamento dei sistemi Onshore Power Supply (OPS), dimostrando come gli accessi elettrici e la gestione flessibile della rete costituiscano la nuova frontiera del valore territoriale e della rigenerazione urbana del waterfront.
Alongside this important innovation, the main body of the journal is structured, as usual, around its historic sections, offering a multidisciplinary and organized framework of port-city relations.
The REPORT section delivers the outcomes of the third edition of the prestigious summer course “Puertos comprometidos con sus ciudades: transición energética, digitalización y transformación urbana”, promoted by RETE and the Cátedra Puerto de Sevilla – Universidad de Sevilla at the historic venue of the Universidad Internacional de Andalucía (UNIA) de La Rábida in Huelva.
Coordinated by Rafael Carmona Ruiz (President of the Port Authority of Seville and Associate Professor of Business Administration at the University of Seville), the section is organized into four essays summarizing the topics presented during the event’s sessions. The articles delve into various aspects that emerged from the multidisciplinary debate, which featured key stakeholders and industry experts exchanging views on energy transition and digital innovation as strategic levers to redefine the port-city interface through a sustainable lens.
The contribution by Pedro Baena-Luna and Baldomero Ortega Pardal investigates the convergence between Smart Cities and Smart Ports, proposing an integrated “smart territory” model; in this approach, collaborative governance proves superior to technological implementation in promoting innovation and urban resilience, while data enhancement emerges as a true strategic asset.
Following this, the topic of the social value of cruise tourism is developed by Carolina Ruiz-Moreno and M. Ángeles Rodríguez-Serrano through the combined application of the SPOLY and SROI methodological models to Andalusian ports, aiming to evaluate the real well-being returned by the sector to local communities and to provide new strategic management tools to optimize public policies.
José Luis Galán-González, Carolina Ruiz-Moreno, and Paula Villalba-Ríos examine in their article the technological pathways toward the Net-Zero 2050 goal, utilizing the Port of Huelva as an excellent case study and a benchmark energy hub in the European context for the production and export of clean carriers.
Finally, the essay edited by José Luis Galán-González interprets the energy transition as a driver for the strategic redefinition of port planning in light of the Marco Estratégico of the Spanish port system. The author examines quay electrification through the deployment of Onshore Power Supply (OPS) systems, demonstrating how shore power access and flexible grid management constitute the new frontier of territorial value and waterfront urban regeneration.
PORTRAIT | Palermo
La sezione PORTRAIT di questa edizione è dedicata alla città portuale di Palermo, un contesto che ha sperimentato negli anni una straordinaria rigenerazione urbana, logistica e culturale, e che viene fotografato in questo progetto editoriale come un laboratorio in piena e fervida evoluzione, capace di ridefinire l’interfaccia terra-acqua attraverso una strategia multiscalare e di multi-governance.
A livello personale, sono particolarmente entusiasta di dedicare questo progetto editoriale al capoluogo siciliano. Nel 2006 ho avuto l’opportunità di prendere parte alla sezione speciale “Città-Porto” della 10. Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia che, ideata e curata dall’Arch. Rinio Bruttomesso, fu allestita per la prima volta fuori dalla Laguna e trovò proprio a Palermo la cornice espositiva ideale, articolandosi in percorsi diffusi e mostre ospitate in alcune prestigiose e suggestive sedi della città.
Concepito per tracciare un’inedita visione delle città portuali, l’evento accendeva un faro sull’Italia e su Palermo guardando al contempo alle esperienze internazionali, in un momento storico in cui la relazione città-porto emergeva come una questione strategica tanto per lo sviluppo dell’economia marittima quanto per la crescita equilibrata del tessuto urbano.
Nello stesso periodo la città palermitana entrava nel vivo di un dibattito aperto e coraggioso sul futuro del proprio waterfront. Tra i protagonisti il Prof. Maurizio Carta, che ho avuto l’opportunità di conoscere proprio in quell’occasione e le cui intuizioni hanno rivestito un ruolo cruciale non solo per l’avvio, ma anche per l’evoluzione della metamorfosi della costa palermitana.
Vedere oggi, a vent’anni di distanza, come quelle prime intuizioni si siano tradotte in dinamiche consolidate, realizzazioni di successo e visioni mature, non solo suscita una sincera emozione, ma è la testimonianza tangibile del valore che la ricerca, la governance lungimirante e lo scambio internazionale sanno generare sull’interfaccia terra-acqua.
Il PORTRAIT si sviluppa così a partire dalla Presentazione firmata dai coordinatori Maurizio Carta, Barbara Lino e Daniele Ronsivalle, dalla quale emerge chiaramente la scelta editoriale di lavorare per intersezioni e miscelazioni, restituendo la complessità della metamorfosi del waterfront palermitano tra identità e progetto, tra memoria e visione. Il concetto di “liquidità” e “porosità” viene delineato da Maurizio Carta nell’Introduzione dove, interpretando la costa come il nuovo cardo lineare e strategico della città di Palermo – asse generativo che connette un “arcipelago di luoghi” riqualificati, contesti culturali e fondazioni artistiche – affronta l’acqua non solo come orizzonte marittimo ma come sfida climatica e di resilienza delle risorse.
Il racconto istituzionale prende forma attraverso le Interviste al Sindaco Roberto Lagalla e alla Presidente dell’AdSP Annalisa Tardino, che testimoniano una forte intesa volta a consolidare e migliorare le relazioni tra porto e città costruite nel tempo. A sottolineare l’importanza di capitalizzare i successi che hanno restituito competitività internazionale al porto di Palermo, così come alla rete portuale della Sicilia Occidentale, è Pasqualino Monti (già Presidente dell’AdSP e Commissario straordinario per il rilancio della cantieristica navale e l’interfaccia porto-città), che nel suo saggio ripercorre strategie e progetti che hanno caratterizzato la rinascita degli ultimi decenni, mentre Giuseppina Leone (Presidente dell’Ordine degli Architetti di Palermo) si interroga sulla governance e sugli strumenti di attuazione, ponendo l’accento sulla rilevanza di una regia pubblica forte, capace di trasformare la semplice “somma dei progetti” in un vero e proprio “progetto di città”.
Il nucleo progettuale e l’evoluzione urbanistica dell’interfaccia città-porto sono esaminati in dettaglio nella sezione Planning, Building and Living the Port-City Space. In particolare, Maurizio Carta, Barbara Lino e Cosimo Camarda ricostruiscono la storia urbanistica ventennale dal Piano Regolatore Portuale del 2008 fino alla tangibile riconquista dello spazio pubblico lungo il waterfront. Daniele Ronsivalle e Annalisa Contato analizzano il Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS) come strumento innovativo per sviluppare economie di rete ed equilibri territoriali euro-mediterranei.
Le scelte architettoniche del Palermo Marina Yachting al Molo Trapezoidale sono illustrate da due progettisti: Sebastiano Provenzano ne descrive la mixité funzionale e l’articolato impianto formale che svela la memoria dell’antico Castello a Mare attraverso il nuovo lago urbano; Emanuela Valle illustra il concept del progetto dell’interfaccia città-porto lungo via Crispi, dispositivo spaziale concepito come una “soglia abitabile” su tre livelli che scardina la vecchia cesura fisica e visiva.
Il punto di vista sulle prospettive gestionali e imprenditoriali è affidato ad Antonio Di Monte (Palermo Marina Yachting), che descrive l’impatto economico del diporto d’alta gamma e dei superyacht sul territorio, e a Donato Didonna (Pier 38/Gambero Rosso Academy), che riflette sulla lungimiranza del rischio d’impresa e sulla capacità di “vedere quello che non c’è”.
I dirigenti e i funzionari dell’AdSP e del Comune – Enrico Petralia, Cosimo Camarda, Adriano Di Francisca – illustrano il valore dei concorsi internazionali di progettazione, approfondendo sia il bando per il sistema di connessione pedonale in quota su via Crispi, sia quello per la riconfigurazione paesaggistica del Foro Italico, di Sant’Erasmo e della foce dell’Oreto.
Il racconto si sposta poi verso il recupero dell’archeologia industriale e la rigenerazione delle borgate marinare con i contributi dell’architetto Paolo Porretto e del Direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Silvano Arcamone, che analizzano lo straordinario valore dell’ex Chimica Arenella, oggi al centro del programma internazionale Reinventing Cities (C40) per una riconversione a zero emissioni capace di ridefinire il paesaggio costiero e il suo patrimonio materiale e immateriale. Alessandra Badami esamina il litorale della Costa Sud e la foce dell’Oreto, presentando il progetto di urbanistica partecipata Mare Muto. L’iniziativa si configura come uno strumento strategico per ricostruire l’identità costiera e incentivare la fruizione pubblica dei luoghi, anche attraverso il coinvolgimento delle giovani generazioni. Il collezionista Massimo Valsecchi, in un denso dialogo con Maurizio Carta, descrive la Fondazione di Palazzo Butera come una “bottega rinascimentale contemporanea”, una membrana porosa aperta alla città che riconnette il mare alla memoria storica e all’identità civile della Kalsa. Il saggio storico di Antonietta Iolanda Lima è una lettura critica sul rapporto simbiotico e la complessa dialettica tra Palermo e il suo mare, che ripercorre i nodi di frizione, le alterazioni morfologiche e le fratture urbanistiche del passato, fino a esaminare l’eredità del Parco Prato di Italo Rota e il linguaggio creativo dei recenti interventi di rigenerazione.
La sezione Governance, Management, Economy and Harbour Space mostra come la qualità dello spazio urbano risulti intrinsecamente legata alle dinamiche economiche, alle politiche pubbliche e agli investimenti privati. In questo quadro, le indagini di Risposte Turismo presentate da Francesco Di Cesare e Anthony La Salandra quantificano la rilevanza macroeconomica del turismo marittimo a Palermo. Matteo Catani (GNV) e Leonardo Massa (MSC Crociere) offrono la prospettiva dei grandi player dello shipping e della Blue Economy, evidenziando da un lato, il ruolo strategico dei traghetti per la continuità territoriale e il supporto ai sistemi produttivi regionali, e, dall’altro, l’impatto del turismo crocieristico quale motore per la destagionalizzazione e la continuità dei flussi. La visione di Roberto Perocchio (Assomarinas) interpreta il diporto e la portualità turistica come un ecosistema d’eccellenza in forte ripresa, in grado di generare nuovi modelli di rigenerazione urbana che, integrando tecnologie innovative e intercettando le rotte strategiche dello yachting d’elite, producono impatti rilevanti sul territorio.
La sezione Port-City Mindset: Communities, Value and Culture sposta l’attenzione verso la dimensione civica e sociale della rigenerazione. Antonella Filippi descrive nel suo saggio l’esperimento narrativo volto a dare voce diretta al porto e a cogliere la percezione collettiva dei suoi mutamenti. L’esperienza dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva è restituita da Cristina Alga nel suo racconto, che mostra come la memoria collettiva e la valorizzazione del patrimonio immateriale costituiscano presidi fondamentali per la cura del territorio e l’attivazione della partecipazione sociale, mentre Tiziano Di Cara ripercorre l’evoluzione dall’installazione artistica del Nautoscopio fino alla realizzazione del Nauto e del Nauto Park, testimoniando come l’arte pubblica e l’imprenditoria culturale siano in grado di riattivare le relazioni comunitarie, trasformando luoghi fragili in spazi desiderabili.
Infine, la sezione Port-City in Images ricorda che ogni città portuale è anche un paesaggio d’acqua in perenne divenire. La preziosa ricerca fotografica di Sandro Scalia non documenta semplicemente le stratificazioni temporali: costruisce uno sguardo, rende leggibili le permanenze, registra le discontinuità e restituisce quella dimensione percettiva che spesso sfugge agli strumenti dell’urbanistica e della pianificazione.
The PORTRAIT section of this edition is dedicated to the port city of Palermo, a context that has experienced an extraordinary urban, logistical, and cultural regeneration over the years. In this editorial project, it is captured as a laboratory in full and fervent evolution, capable of redefining the land-water interface through a multi-scale and multi-governance strategy.
On a personal note, I am particularly enthusiastic about dedicating this editorial project to the Sicilian capital. In 2006, I had the opportunity to take part in the special “City-Port” section of the 10th International Architecture Exhibition of La Biennale di Venezia. Conceived and curated by architect Rinio Bruttomesso, it was staged outside the Lagoon for the first time and found its ideal exhibition setting precisely in Palermo, organized into widespread itineraries and exhibitions hosted in some of the city’s most prestigious and evocative venues.
Designed to map out an unprecedented vision of port cities, the event cast a spotlight on Italy and Palermo while looking at international experiences, at a historical moment when the city-port relationship was emerging as a strategic issue both for the development of the maritime economy and for the balanced growth of the urban fabric.
During the same period the city of Palermo was engaged in an open and courageous debate on the future of its waterfront. Among the key figures was Professor Maurizio Carta, whom I had the opportunity to meet on that very occasion and whose insights played a crucial role not only in initiating but also in guiding the evolution of the metamorphosis of Palermo’s coastline.
Seeing today, two decades later, how those initial insights have translated into consolidated dynamics, successful implementations, and mature visions not only arouses a sincere emotion but stands as tangible evidence of the value that research, forward-thinking governance, and international exchange can generate at the land-water interface.
The PORTRAIT thus unfolds starting from the Presentation authored by the coordinators Maurizio Carta, Barbara Lino, and Daniele Ronsivalle, which clearly reflects the editorial choice to work through intersections and blending, capturing the complexity of the Palermo waterfront metamorphosis between identity and design, memory and vision. The concept of “liquidity” and “porosity” is outlined by Maurizio Carta in the Introduction where, interpreting the coast as the city’s new linear and strategic cardo – a generative axis connecting a revitalized “archipelago of places,” cultural contexts, and art foundations – he addresses water not only as a maritime horizon but as a climate and resource resilience challenge.
The institutional narrative takes shape through Interviews with Mayor Roberto Lagalla and the President of the Port Network Authority (AdSP) Annalisa Tardino, who demonstrate a strong understanding aimed at consolidating and improving the port-city relations built over time. Emphasizing the importance of capitalizing on the successes that have restored international competitiveness to the port of Palermo, as well as to the port network of Western Sicily, is Pasqualino Monti (former President of the AdSP and extraordinary Commissioner for the revitalization of shipbuilding and the port-city interface); in his essay, he retraces the strategies and projects that have characterized the rebirth of recent decades. Meanwhile, Giuseppina Leone (President of the Chamber of Architects of Palermo) examines governance and implementation tools, emphasizing the relevance of a strong public leadership capable of transforming a simple “sum of projects” into a true “city project.”
The design core and urban evolution of the city-port interface are examined in detail in the section Planning, Building and Living the Port-City Space. In particular, Maurizio Carta, Barbara Lino, and Cosimo Camarda reconstruct the twenty-year urban planning history from the 2008 Port Master Plan to the tangible reclaiming of public space along the waterfront. Daniele Ronsivalle and Annalisa Contato analyze the System Strategic Planning Document (DPSS) as an innovative tool for developing network economies and Euro-Mediterranean territorial balances.
The architectural choices of the Palermo Marina Yachting at the Trapezoidal Pier are illustrated by two designers: Sebastiano Provenzano describes its mixed-use functionality and the articulated formal layout that reveals the memory of the ancient Castello a Mare through the new urban lake; Emanuela Valle illustrates the design concept of the city-port interface along Via Crispi, a spatial device conceived as a three-level “habitable threshold” that dismantles the old physical and visual barrier.
The perspective on management and entrepreneurial opportunities is entrusted to Antonio Di Monte (Palermo Marina Yachting), who describes the economic impact of high-end yachting and superyachts on the territory, and to Donato Didonna (Pier 38/Gambero Rosso Academy), who reflects on the foresight of entrepreneurial risk and the ability to “see what is not there.”
Directors and officials from the AdSP and the Municipality – Enrico Petralia, Cosimo Camarda, and Adriano Di Francisca – illustrate the value of international design competitions, delving into both the call for the elevated pedestrian connection system over Via Crispi and the one for the landscape reconfiguration of the Foro Italico, Sant’Erasmo, and the mouth of the Oreto River.
The narrative then shifts toward the recovery of industrial archaeology and the regeneration of seaside villages with contributions from architect Paolo Porretto and the Regional Director of the State Property Agency Silvano Arcamone. They analyze the extraordinary value of the former Chimica Arenella, currently at the center of the international Reinventing Cities (C40) program for a zero-emission conversion capable of redefining the coastal landscape and its tangible and intangible heritage. Alessandra Badami examines the southern coastline and the mouth of the Oreto River, presenting the participatory urban planning project Mare Muto. The initiative stands as a strategic tool to rebuild coastal identity and encourage public enjoyment of these spaces, also through the involvement of younger generations. Collector Massimo Valsecchi, in a dense dialogue with Maurizio Carta, describes the Palazzo Butera Foundation as a “contemporary Renaissance workshop,” a porous membrane open to the city that reconnects the sea to the historical memory and civic identity of the Kalsa district. The historical essay by Antonietta Iolanda Lima offers a critical interpretation of the symbiotic relationship and complex dialectic between Palermo and its sea, retracing past points of friction, morphological alterations, and urban fractures, up to examining the legacy of Italo Rota’s Parco Prato and the creative language of recent regeneration interventions.
The section Governance, Management, Economy and Harbour Space demonstrates how the quality of urban space is intrinsically linked to economic dynamics, public policies, and private investments. Within this framework, the investigations by Risposte Turismo presented by Francesco Di Cesare and Anthony La Salandra quantify the macroeconomic relevance of maritime tourism in Palermo. Matteo Catani (GNV) and Leonardo Massa (MSC Cruises) offer the perspective of major shipping and Blue Economy players, highlighting, on one hand, the strategic role of ferries for territorial continuity and the support of regional production systems, and, on the other hand, the impact of cruise tourism as a driver for counter-seasonality and the continuity of flows. The vision of Roberto Perocchio (Assomarinas) interprets yachting and tourist ports as an ecosystem of excellence experiencing a strong recovery, capable of generating new models of urban regeneration which, by integrating innovative technologies and intercepting the strategic routes of elite yachting, produce significant impacts on the territory.
The section Port-City Mindset: Communities, Value and Culture shifts the focus toward the civic and social dimension of regeneration. In her essay, Antonella Filippi describes the narrative experiment aimed at giving a direct voice to the port and capturing the collective perception of its changes. The experience of the Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva is reflected in the account by Cristina Alga, which shows how collective memory and the enhancement of intangible heritage constitute fundamental safeguards for community care and the activation of social participation. Meanwhile, Tiziano Di Cara retraces the evolution from the artistic installation of the Nautoscopio to the creation of Nauto and Nauto Park, demonstrating how public art and cultural entrepreneurship are capable of reactivating community relations, transforming fragile locations into desirable spaces.
Finally, the section Port-City in Images reminds us that every port city is also a water landscape in perpetual evolution. The invaluable photographic research of Sandro Scalia does not merely document temporal stratifications: it constructs a gaze, makes permanences legible, registers discontinuities, and restores that perceptual dimension that often eludes the tools of urban planning and design.
FOCUS |
Tradizionalmente dedicata ai progetti e alle iniziative promosse dai Soci di RETE, la sezione FOCUS propone in questo numero due casi studio d’eccellenza in fase di avanzata cantierizzazione. Jesús de Sobrino Grosso (De Sobrino & Asociados) descrive la trasformazione del Muelle Ciudad a Cadice, prima tessera tangibile di una più ampia strategia di integrazione porto-città. Guidata dall’esperienza della Presidente dell’Autorità Portuale Teófila Martínez, l’opera riqualifica un’area strategica di 22.500 mq trasformandola in uno spazio pubblico, pedonale e multifunzionale, che prolunga il centro storico verso il mare, facendo convivere le banchine crocieristiche e la vita quotidiana.
Con uno sguardo complementare incentrato sulla competitività territoriale, Teresa Cardoso, Presidente dell’Amministrazione del Porto di Aveiro, ne delinea il ruolo di hub logistico a servizio dell’internazionalizzazione dell’economia regionale. Il contributo illustra la strategia di modernizzazione dello scalo, che spazia dal nuovo Terminal ferroviario alla digitalizzazione dei servizi, fino alla transizione sostenibile guidata dalla governance collaborativa della Port Community Association, assunta come il vero fattore differenziante per lo sviluppo del sistema portuale.
Traditionally dedicated to projects and initiatives promoted by RETE Members, the FOCUS section proposes in this issue two excellent case studies currently in an advanced phase of construction. Jesús de Sobrino Grosso (De Sobrino & Asociados) describes the transformation of the Muelle Ciudad in Cádiz, the first tangible piece of a broader port-city integration strategy. Guided by the experience of the President of the Port Authority Teófila Martínez, the work redevelops a strategic area of 22,500 square meters, transforming it into a public, pedestrian, and multifunctional space that extends the historic center toward the sea, allowing cruise quays and daily life to coexist.
With a complementary perspective focused on territorial competitiveness, Teresa Cardoso, President of the Administration of the Port of Aveiro, outlines its role as a logistical hub serving the internationalization of the regional economy. The contribution illustrates the modernization strategy of the port, which ranges from the new railway terminal to the digitalization of services, up to the sustainable transition driven by the collaborative governance of the Port Community Association, taken as the true differentiating factor for the development of the port system.
LIGHTHOUSE |
La sezione LIGHTHOUSE, che vede la collaborazione di alcune tra le firme di riferimento della nostra comunità di studiosi e professionisti, ospita quattro contributi di respiro internazionale: Alessandra Badami e Ester Badami ripercorrono la metamorfosi dell’Harbourside di Bristol, divenuto un vibrante distretto culturale e creativo; Roberto Converti introduce lo studio “Ciudades a prueba de futuro. Fortalecer la resiliencia ante desastres” pubblicato dal BID (Banco Interamericano de Desenvolvimento) e dedicato alla resilienza urbana e alla gestione del rischio costiero in America Latina e nei Caraibi; Marta Moretti analizza la necessità di un sistema multi-portuale integrato per l’Alto Adriatico, emersa in occasione della conferenza “Porti, interporti e corridoi. Venezia e l’Alto Adriatico come porta dei traffici verso l’Est” durante l’edizione 2026 del Salone Nautico di Venezia; Roger Ríos Duarte esamina – attraverso i casi di Panama, Honduras e Costa Rica – i modelli di interfaccia città-porto centroamericani, sottolineando la necessità di superare i tradizionali parametri interpretativi europei dinanzi alle asimmetrie logistiche latinoamericane.
The LIGHTHOUSE section, featuring collaborations from some of the benchmark figures within our community of scholars and professionals, hosts four contributions of international scope: Alessandra Badami and Ester Badami retrace the metamorphosis of Bristol’s Harbourside, which has become a vibrant cultural and creative district; Roberto Converti introduces the study “Ciudades a prueba de futuro. Fortalecer la resiliencia ante desastres” published by the IDB (Inter-American Development Bank) and dedicated to urban resilience and coastal risk management in Latin America and the Caribbean; Marta Moretti analyzes the necessity of an integrated multi-port system for the Northern Adriatic, which emerged during the conference “Porti, interporti e corridoi. Venezia e l’Alto Adriatico come porta dei traffici verso l’Est” during the 2026 edition of the Venice Boat Show; Roger Ríos Duarte examines – through the cases of Panama, Honduras, and Costa Rica – Central American city-port interface models, emphasizing the need to move beyond traditional European interpretive frameworks when facing Latin American logistical asymmetries.
Nel concludere la presentazione di questa edizione, desidero esprimere l’auspicio che PORTUS continui a consolidare il suo ruolo di piattaforma dinamica di riflessione e confronto per la comunità scientifica e professionale, confermandosi uno spazio di convergenza irrinunciabile per la ricerca e la definizione di nuovi scenari nel contesto internazionale.
Venezia | 29 Agosto, 2026
In concluding the presentation of this edition, I wish to express my hope that PORTUS will continue to consolidate its role as a dynamic platform for reflection and exchange for the scientific and professional community, confirming its status as an indispensable space of convergence for research and the definition of new scenarios within the international context.
Venice | August 29th, 2026
IMMAGINE INIZIALE | Veduta del quartiere di Aarhus in Danimarca, ex terminal portuale divenuto un vivace hub sociale e identitario, caratterizzato da canali navigabili e percorsi ciclo-pedonali continui che ridefiniscono lo spazio pubblico. In primo piano l’iconico complesso residenziale Isbjerget, modello di rigenerazione sostenibile affacciato sul Mar Baltico. (© Pietro La Placa).
HEAD IMAGE | View of the Aarhus district in Denmark, a former port terminal now a vibrant social and identity hub, characterized by navigable canals and continuous cycling-pedestrian pathways that redefine public space. In the foreground, the iconic Isbjerget residential complex, a model of sustainable regeneration overlooking the Baltic Sea. (© Pietro La Placa).